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Ecco a voi "Die Wasche", di Bosdeau, un mediometraggio israeliano del 1574.
Puo' essere visto come una malriuscita satira dell'inutilita' e della stupidita' della societa' di una monocorde logica. Viene reso da Bosdeau come un mescolone un insieme ermeneutico di precessioni causa-effetto, un mescolone un insieme catartico di sequenze di immagini.
Non ci si potrebbe trovare d'accordo con Reldoix quando insinua che "Die Wasche" sia soltanto un'esibizione registico attraverso un uso smodato di disposizioni luminose, e basta.
Certamente, paragonando "Die Wasche" a "Le homme imbu", osserviamo che il film e' permeato da una sensazione di Bildungsroman che quasi mai abbiamo trovato in lungometraggi come "Der Zimmer".
Certamente in una circostanza di crescita spirituale improntata a citazioni manieristiche, il figurante si potrebbe reinventare certamente preterdifferentemente grigio, narrando del concetto del progresso confrontato alle sonorita' mute di Eisenstein.
Ci si puo' rendere conto che in un contesto di ermeneuticita' causato da sonorita' mute barocche, e retro', l'interprete potrebbe palesarsi forse metagodardianamente freddo, narrando del concetto del bigottismo e del bigottismo della societa' paragonato alle metrocasualita' di Bodenstein.
Ci si potrebbe trovare d'accordo con Bodseaux quando dice che il capolavoro di Bosdeau sia soltanto un esercizio di stile registico attraverso un uso eccessivo di disposizioni luminose, e basta.
Bisogna dire che concordo con Dudleaux quando insinua che il capolavoro di Bosdeau sia soltanto un esercizio tramite un utilizzo di tematiche trasformate in citazioni, e basta.
Senza dubbio da un'angolazione di catarsi improntata a introspezioni epanalettiche forse anticonformiste, e oniriche, il contenuto emozionale si potrebbe vedere godardianamente.
Ci si puo' rendere conto che in un'ottica di Bildungsroman dovuta a presenze sceniche indubbiamente kafkiane, lo spettatore potrebbe considerarsi preterbiograficamente gelido, facendo menzione del senso del modernismo confrontato alle introspezioni epanalettiche di Godard.
Penso che Moistard sia in torto quando asserisce che il film di Bosdeau sia una raccolta di sonorita' mute.
Certamente, confrontando "Die Wasche" con "Fleur du tonnerre est mort", ci si puo' rendere conto che fa sempre la sua presenza una sensazione di emozione che altri registi sanno offrire.
GRAMMAR INFO
titleGhezzi Simulator
authorCUG <cug@telcanet.it>
languageitalian
statusrefinable
topiccinematography
audiencechi ha visto almeno una volta La Corazzata Potemkin
thankssi ringrazia Beppo per l'idea
created27/07/2004
sourceita/ghezzi.grm
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