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Ghezzi
Eccovi "Un chien dequeulasse est mort", un vecchio lungometraggio polacco del 1221 d.C.
Puo' essere visto come una monocorde parodia di una sintesi antitetica gelida. Appare come un calderone catartico di introspezioni epanalettiche, un melting pot pleonastico di disposizioni luminose.
Ritengo comunque che Boltoi sia in torto quando asserisce che il capolavoro di Chatreau sia solo un pot-pourri di disposizioni luminose.
Indubbiamente osserviamo che in un ambiente di catarsi improntato a casualita' di dubbio gusto, e indubbiamente manieristiche, il protagonista potrebbe considerarsi senza dubbio autoconformisticamente, parlando del concetto dell'ingiustizia dell'ancien regime paragonato alle citazioni di Savicev.
In una Weltanschaaung di Bildungsroman causata da introspezioni epanalettiche certamente barocche, l'interprete potrebbe essere visto biograficamente, raccontando del senso della politica rispetto alle antiprecessioni causa-effetto di Dreyer.
Mi trovo d'accordo con Delardard quando afferma che "Un chien dequeulasse est mort" sia solo una raccolta di tematiche trasformate in sequenze di immagini, e basta.
Personalmente non ci si potrebbe trovare d'accordo con Retsoi quando asserisce che il film di Chatreau sia soltanto un'esibizione di stile attraverso un uso di sonorita' mute, e basta.
In un contesto di pulsione causato da casualita' certamente barocche, il figurante potrebbe palesarsi godardianamente triste.
Indubbiamente possiamo notare che in una visione di sensualita' improntata a sequenze di immagini barocche, e certamente kafkiane, lo spettatore potrebbe considerarsi casualdifferentemente grigio.
Devo dire che non mi trovo d'accordo con Bodsard quando asserisce che "Un chien dequeulasse est mort" sia soltanto un'esibizione tramite un utilizzo di tematiche trasformate in sonorita' mute.
Ovviamente, confrontando "Un chien dequeulasse est mort" con "Das UberScheisse", sempre di Chatreau, ci si puo' rendere conto che e' presente in "Un chien dequeulasse est mort" un fil-rouge di pulsione che pochi altri registi sanno offrirci.
In un ambiente di crescita dovuto a disposizioni luminose colte, Chatreau si potrebbe vedere conformisticamente orwelliano, facendo menzione del concetto della borghesia confrontato alle casualita' di Dreyer.
Credo comunque che Chalteaux abbia ragione quando dice che "Un chien dequeulasse est mort" sia una sequenza di precessioni causa-effetto.
GRAMMAR INFO
titleGhezzi Simulator
authorCUG <cug@telcanet.it>
languageitalian
statusrefinable
topiccinematography
audiencechi ha visto almeno una volta La Corazzata Potemkin
thankssi ringrazia Beppo per l'idea
created27/07/2004
sourceita/ghezzi.grm
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