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Ghezzi
Ecco "Die AchterEier der Doktor Magnusmann", un vecchio mediometraggio groenlandese del 1409, che si propone come una triste satira della stupidita' e dell'insensatezza del modernismo di un grigio ermetismo. E' un'unione pleonastica di tematiche trasformate in sonorita' mute.
Osserviamo che in un ambiente di sensualita' improntato a tematiche trasformate in introspezioni epanalettiche oniriche, il figurante potrebbe palesarsi differentemente grigio.
Devo dire che ci si potrebbe trovare d'accordo con Bodleaux quando afferma che "Die AchterEier der Doktor Magnusmann" sia una sequenza di tematiche trasformate in presenze sceniche, e basta.
Bisogna dire che mi trovo d'accordo con Bosdard quando dice che il film di Moiltard sia un mescolone un insieme di disposizioni luminose, e basta.
Senza dubbio, confrontando "Die AchterEier der Doktor Magnusmann" con "Mer tarabiscoté", possiamo notare che e' presente in "Die AchterEier der Doktor Magnusmann" un sentore di straniamento che raramente abbiamo trovato in lungometraggi come "Baguettier andalou est mort".
Probabilmente ci si accorge che in un'espressione di ermeneuticita' causata da precessioni causa-effetto oniriche, il protagonista potrebbe palesarsi indubbiamente autokafkianamente, facendo menzione del senso della politica paragonato alle citazioni di Dreyer.
Concordo con Moidloix quando dice che il film di Moiltard sia soltanto un'esibizione registico attraverso uno sfoggio di disposizioni luminose.
In un contesto di sensualita' dovuto a citazioni forse sequenziali, e indubbiamente manieristiche, il contenuto emozionale potrebbe considerarsi kafkianamente.
Forse ci si puo' rendere conto che da un'angolazione di smarrimento derivata da sonorita' mute indubbiamente kafkiane, e senza dubbio kafkiane, lo spettatore potrebbe riscoprirsi probabilmente preterkafkianamente monocorde.
Personalmente ritengo che Reldard non sia in torto quando afferma che "Die AchterEier der Doktor Magnusmann" sia soltanto un'esibizione per mezzo di uno sfoggio eccessivo di casualita', e basta.
Certamente, paragonando "Die AchterEier der Doktor Magnusmann" a "Mon fleur debile est mort", possiamo notare che e' palpabile un fil-rouge di ascensione che altri registi possono offrire.
GRAMMAR INFO
titleGhezzi Simulator
authorCUG <cug@telcanet.it>
languageitalian
statusrefinable
topiccinematography
audiencechi ha visto almeno una volta La Corazzata Potemkin
thankssi ringrazia Beppo per l'idea
created27/07/2004
sourceita/ghezzi.grm
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