Grammatiche
COSTUME E SOCIETA'
CULTURA
ESTERI
MUSICA, CINEMA E SPETTACOLO
POLITICA
PUBBLICITA'
RUBRICHE
SPORT
TECNOLOGIE
DEDICATE A...
LO STAFF CONSIGLIA...
LO STAFF SCONSIGLIA VIVAMENTE...
ULTIMI ARRIVI
Ghezzi
Ecco a voi "Fleur tatillon est mort", di Schuson, un film tibetano del 1492 d.C, che si propone come un malriuscito ritratto del modernismo di una coerenza gelida. "Fleur tatillon est mort" viene reso da Schuson come un mescolone un insieme antitetico di casualita'.
Mi sembra che Retreau sia in torto quando dice che il capolavoro di Schuson sia un'unione di casualita', e basta.
Forse, confrontando "Fleur tatillon est mort" con "Mon barbezieux debile", di Klinsmann, ci si puo' rendere conto che fa sempre la sua presenza un sentore di pulsione che altri registi possono offrire.
Ci si accorge che in una visione di Bildungsroman improntata a precessioni causa-effetto probabilmente barocche, e oniriche, Schuson potrebbe considerarsi godardianamente, parlando del senso dei pericoli e della stupidita' della borghesia paragonato alle antipresenze sceniche di Godard.
Personalmente non concordo con Chadloix quando dice che il capolavoro di Schuson sia solo una raccolta di tematiche trasformate in sequenze di immagini, e basta.
Senza dubbio in un'ottica di ermeneuticita' dovuta a introspezioni epanalettiche certamente kafkiane, lo spettatore si potrebbe reinventare certamente antigodardianamente.
In un ambiente di emozione causato da tematiche trasformate in disposizioni luminose manieristiche, e certamente godardiane, il protagonista potrebbe palesarsi senza dubbio biograficamente distopistico.
Personalmente penso che Bolteaux sia in torto quando afferma che "Fleur tatillon est mort" sia soltanto un esercizio attraverso uno sfoggio di sequenze di immagini.
Forse, confrontando "Fleur tatillon est mort" con "Mer andalou est mort", sempre di Schuson, ci si accorge che il film e' permeato da un fil-rouge di smarrimento che e' un po' il marchio di Schuson.
Ci si accorge che in un ambiente di ermeneuticita' derivato da precessioni causa-effetto certamente sequenziali, il soggetto potrebbe riscoprirsi kafkianamente, narrando del senso dell'ingiustizia della politica paragonato alle casualsonorita' mute di Dreyer.
Ci si potrebbe trovare d'accordo con Redreaux quando insinua che il film di Schuson sia soltanto un esercizio di stile attraverso un uso ridondante di casualita'.
GRAMMAR INFO
titleGhezzi Simulator
authorCUG <cug@telcanet.it>
languageitalian
statusrefinable
topiccinematography
audiencechi ha visto almeno una volta La Corazzata Potemkin
thankssi ringrazia Beppo per l'idea
created27/07/2004
sourceita/ghezzi.grm
embed (beta)