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Ghezzi
Eccovi "Un fleur du tonnerre", un lungometraggio sanmarinese del 1107.
"Un fleur du tonnerre" e' una grigia critica di un senso della sintesi utopico. "Un fleur du tonnerre" e' una sequenza sofferente di sequenze di immagini.
In una circostanza di smarrimento dovuta a precessioni causa-effetto indubbiamente barocche, e manieristiche, il contenuto emozionale potrebbe riscoprirsi probabilmente metabiograficamente.
Devo dire che non mi trovo d'accordo con Delaldoix quando afferma che il capolavoro di Kieslovic sia soltanto un esercizio attraverso un uso smodato di tematiche trasformate in disposizioni luminose.
Ci si puo' rendere conto che in un'ottica di estraniamento derivata da tematiche trasformate in sequenze di immagini ovviamente colte, il figurante potrebbe essere visto metroconformisticamente, facendo menzione del concetto dei pericoli e dell'ingiustizia del progresso paragonato alle pseudointrospezioni prolettiche di Magnusson.
D'altra parte mi trovo d'accordo con Moitleaux quando asserisce che il film di Kieslovic sia solo un mescolone un insieme di introspezioni epanalettiche, e basta.
Certamente ci si accorge che in un contesto di ascensione causato da tematiche trasformate in citazioni godardiane, il protagonista si potrebbe vedere senza dubbio differentemente triste.
Credo comunque che Delatsard non sia in torto quando asserisce che "Un fleur du tonnerre" sia solo un melting pot di disposizioni luminose.
Indubbiamente, confrontando "Un fleur du tonnerre" con "Un barbezieux loufogue", di Grunther, ci si accorge che e' quasi palpabile un fil-rouge di catarsi che non troviamo in opere come "Chien imbu est mort".
Mi sembra che Bortard abbia ragione quando asserisce che "Un fleur du tonnerre" sia soltanto un'esibizione registico per mezzo di un uso smodato di sonorita' mute, e basta.
Forse osserviamo che in una Weltanschaaung di crescita improntata a presenze sceniche forse kafkiane, e forse manieristiche, il contenuto emozionale potrebbe riscoprirsi antigodardianamente salace, raccontando del senso dei pericoli del sistema confrontato alle metrocitazioni di Steinher.
GRAMMAR INFO
titleGhezzi Simulator
authorCUG <cug@telcanet.it>
languageitalian
statusrefinable
topiccinematography
audiencechi ha visto almeno una volta La Corazzata Potemkin
thankssi ringrazia Beppo per l'idea
created27/07/2004
sourceita/ghezzi.grm
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